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Festa della Madonna di Granato

Posted by Alex Colao on August 15, 2011

Il 15 agosto di ogni anno, gli abitanti di tutta Capaccio ed anche dei paesi circonvicini alla Piana del Sele, si ritrovano insieme a sciogliere questo voto per onorare la loro celeste Patrona.
“quando camino mi sento nà ggioia
da Maria mi sento chiamà
mi sento dire venite, venite
che vi voglio perdonà”
Con simili canti popolari, una fiumana di gente sale a piedi dalle lontane contrade di Capaccio su verso il Santuario della Madonna del Granato che svetta solitario sul monte Calpazio;. Illuminato da potenti fari posizionati alla base del tempio, appare ancor più suggestivo nel buio della notte, quasi sospeso nel vuoto, comunicando a chi lo vede da lontano, fascino e spiritualità. In risposta alla strofe su accennata,il coro di altri numerosi pellegrini risponde:
O Maronna ca staie a lu tronu
damme la mano ca voglio saglì
sò venuto cu sti cumpagni
apri le porte e fange trasì…”
E’ uno spettacolo di fede che visto dall’alto del terrazzo dell’eremo carmelitano, annesso al santuario, commuove profondamente l’animo e invita ad unirsi alla preghiera dei pellegrini che faticosamente avanzano nella piana verso il santuario mariano.
A prima vista potrebbe sembrare una incongruenza liturgica festeggiare la Madonna del Granato proprio nel giorno in cui la Chiesa universale celebra l’Assunta, ma questa usanza si spiega per il fatto che questa antica Basilica Cattedrale, era dedicata proprio all’Assunta, titolo comune anche a tutte le Chiese Matrici dei paesi viciniori.
 
Verso il XIV secolo,viene esposta alla venerazione dei fedeli una nuova statua della Vergine santissima raffigurata seduta in trono con in mano la melagrana, simbolo della abbondanza delle grazie da Lei elargite. Così subentra questa nuova devozione verso la S. Madre di Dio; ciononostante il popolo della zona, ha continuato a festeggiarla nello stesso giorno dell’antico titolo mariano cioè, quello dell’Assunta.
Per gli abitanti della zona, é il caso di dirlo, questa è “una notte di veglia” e i devoti della Madonna del Granato, se lo tramandano di generazione in generazione.
 
Coloro che sono più lontani, si mettono in cammino già alle due della notte; ogni gruppo di pellegrini è preceduto da una macchina della polizia statale che con il suo lampeggiare indica la la strada ai viandanti, segue la portatrice della centa votiva, quindi il portatore del megafono che anima e sostiene con la voce la recita del rosario e il canto dei pellegrini che con le torce in mano avanzano lentamente.
Ogni gruppo porta la sua centa votiva alla Madonna; questa consiste in una costruzione in legno leggero a forma di barca o a forma quadrata o tonteggiante; in esse si inseriscono delle candele ornate di nastri e fiori variopinti; sono portate a turno o sulla testa da una singola persona o posizionata su una portantina viene trasportata da quattro persone.
 
E’ la cera offerta dai fedeli perché arda durante tutto l’anno, davanti alla sacra immagine.
Alle cinque del mattino inizia la celebrazione della prima S. Messa, al termine della quale, tutti sfilano davanti alla statua della Beata Vergine per baciarle i piedi; le mamme o i papà innalzano i loro piccoli perché anch’essi possano toccare la Madonna e riceverne la benedizione..
Le celebrazioni si susseguono così una dopo l’altra fino alle tredici e a tutte vi partecipano folle di fedeli; nel mentre alcuni sacerdoti sono disponibili per le confessioni.
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Nel pomeriggio dopo la recita del santo rosario e il canto delle litanie segue la concelebrazione eucaristica e quindi la solenne processione con la venerata immagine della Madonna del Granato; avanti a tutti sfilano i portatori delle cente votive pavesate a festa con ceri, fiori e nastri multicolori.
L’ultima celebrazione eucaristica della giornata è alle ore 22,00; la basilica resta aperta fin oltre la mezzanotte per permettere anche a coloro che non son potuti venire a visitare la Madonna durante la giornata, di deporre anch’essi ai suoi piedi, le proprie angosce e speranze elevare preghiere e suppliche.
A Colei che mostrandoci la melagrana dischiusa sembra volerci ricordare che proprio Lei è la Madre dell’abbondanza della Grazia divina. Fra Domenico M. Fiore Eremita Carmelitano

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