Alex Colao Blog

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Quando la sacralità incontra la tradizione

Posted by Alex Colao on November 4, 2010

di patrizia perna (Blog Castel San Giorgio. Racconti di Viaggio)

Veduta di Castel San Giorgio Con il sole che ritorna a riscaldare, in una mattinata che sembra primaverile, decido di visitare il piccolo borgo di Castel San Giorgio che dista circa venti chilometri da Salerno. Ricordo nitidamente quando un giorno di un paio di anni fa lo attraversai per recarmi a Bracigliano per un allegro picnic in famiglia. Di questo quieto paesino mi colpì la pace e la tranquillità degli abitanti: apparivano ai miei occhi come i pastori di un presepio vivente. I palazzi e le piccole case in fila ordinata si fondevano con la città armoniosamente e alcune piccole botteghe risalenti ad almeno tre decenni or sono conservavano ancora i pesanti battenti di legno che evocavano la tradizione artigiana dei paesi circostanti. Di buon ora, decisa a visitare il piccolo borgo ormai diventato una bella cittadina, mi reco sul posto e le lunghe strade appaiano ai miei occhi inondate di tranquillità. Le serrande dei negozi sono ancora tutte chiuse e il vociare dei bimbi che arrivano a scuola mi infonde una crescente allegria.

Mi ritrovo quasi subito nella piazzetta centrale, costruita di recente e in stile moderno, con al centro una bellissima fontana e ne approfitto, seduta su una delle panchine che la circondano, per scrutare i visini allegri dei bimbi attaccati alle gonne delle loro mamme che li accompagnano a scuola. Tutto ad un tratto una bimba carinissima, con i codini biondi, mi fissa incuriosita e chiede il mio nome. Non mi dà neanche il tempo di risponderle e, con la sua piccola bocca color fragola che si storce in un gran sorriso, mi dice di chiamarsi Daniela e mi saluta perché un vigile le conferma che può attraversare la strada che la conduce alla porta dell’edificio scolastico.
Questo fatto inaspettato mi ha inondato di buon umore e proseguo la mia escursione per le piccole frazioni circostanti. Dopo qualche chilometro appena, mi ritrovo nella frazione di Lanzara e, presa dalla curiosità, mi introduco furtivamente nella suggestiva chiesa di San Biagio Martire, vescovo di Sabaste in Armenia tra il 200 e il 300 d.C.
Nella parrocchia a lui dedicata è custodita una sua reliquia, arrivata da Maratea agli inizi del 1300.
A inizio febbraio, infatti, è stato celebrato il settimo centenario della custodia di due piccoli ossicini che appartenevano alla mano del santo dottore, protettore della gola. La piccola frazione, per festeggiare l’avvento della reliquia, si è modernizzata e qualcuno racconta addirittura che per l’occasione è stata ordinata una grossa campana di bronzo che sfortunatamente, date le sue enormi dimensioni, non era collocabile all’interno del vecchio campanile in pietra della chiesa. E così, bisognerà purtroppo attendere la costruzione di un nuovo campanile ben più ampio, che potrà ospitare l’enorme campana costruita proprio nei paesini circostanti, per sentirla suonare. Soddisfatta per la bella passeggiata e disturbata benevolmente da un grassoccio piccione con le piume grigie che si leva sulla mia testa per poi sparire in un cespuglio, decido di ritornare a casa con la promessa di rivisitare questa tranquilla e pacifica cittadina ricca di verde nei mesi più caldi dell’anno, quando apparirà agli occhi dei visitatori un’oasi di freschezza e di benessere.

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