Alex Colao Blog

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Archive for October, 2010

The Stations of the Cross

Posted by Alex Colao on October 30, 2010

Stations of the Cross (or Way of the Cross; in Latin, Via Crucis; also called the Via Dolorosa or Way of Sorrows, or simply, The Way) refers to the depiction of the final hours (or Passion) of Jesus, and the devotion commemorating the Passion. The tradition as chapel devotion began with St. Francis of Assisi and extended throughout the Roman Catholic Church in the medieval period. It is less often observed in the Anglican and Lutheran churches. It may be done at any time, but is most commonly done during the Season of Lent, especially on Good Friday and on Friday evenings during Lent.
The Stations of the Cross originated in pilgrimages to Jerusalem. A desire to reproduce the holy places in other lands seems to have manifested itself at quite an early date. At the monastery of San Stefano at Bologna a group of connected chapels was constructed as early as the 5th century, by St. Petronius, Bishop of Bologna, which was intended to represent the more important shrines of Jerusalem, and in consequence, this monastery became familiarly known as “Hierusalem.” These may perhaps be regarded as the germ from which the Stations afterwards developed, though it is tolerably certain that nothing that we have before about the 15th century can strictly be called a Way of the Cross in the modern sense. Although several travelers who visited the Holy Land during the twelfth, thirteenth, and 14th centuries, mention a “Via Sacra,” i.e., a settled route along which pilgrims were conducted, there is nothing in their accounts to identify this with the Way of the Cross, as we understand it.[citation needed] The devotion of the Via Dolorosa, for which there have been a number of variant routes in Jerusalem, was probably developed by the Franciscans after they were granted administration of the Christian holy places in Jerusalem in 1342.

The earliest use of the word “stations,” as applied to the accustomed halting-places in the Via Sacra at Jerusalem, occurs in the narrative of an English pilgrim, William Wey, who visited the Holy Land in the mid-15th century, and described pilgrims following the footsteps of Christ to the cross.
During the 15th and 16th centuries the Franciscans began to build a series of outdoor shrines in Europe to duplicate their counterparts in the Holy Land. The number of stations varied between eleven and thirty. In 1686, in answer to their petition, Pope Innocent XI granted to the Franciscans the right to erect stations within their churches. In 1731, Pope Clement XII extended the right of all churches to have the stations, provided that a Franciscan father erected them, with the consent of the local bishop. At the same time the number was fixed at fourteen. In 1857, the bishops of England were allowed to erect the stations by themselves, without the intervention of a Franciscan priest, and in 1862 this right was extended to bishops throughout the church.

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Camminando per San Giorgio

Posted by Alex Colao on October 29, 2010

Lo stemma comunale ritrae san Giorgio a cavallo con lancia mentre colpisce un drago alato, con sullo sfondo un castello. Da rilevare poi che ogni frazione possiede un proprio stemma. Questi stemmi hanno in comune lo sfondo rosso e blu e la forma del lato superiore “a castello”.
Castel San Giorgio è un comune di 13.433 abitanti della provincia di Salerno, nella valle dell’Agro nocerino sarnese. Prima dell’Unità d’Italia si chiamava Comune di San Giorgio, e fu fondato nel 1810.

Non si sa mai chi trovi camminando per San Giorgio!!

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Il territorio di Castel San Giorgio confina con Nocera Inferiore, Roccapiemonte, Mercato San Severino e Siano. Si estende nella media valle del Sarno tra le terre dell’Agro nocerino sarnese da un lato, e del Sanseverinese e del Montorese dall’altro. I suoi rilievi montuosi sono: Montecastello (detto anche Monte Torello, 612 m), Monte Sant’Apollinare (detto anche Monte di Santa Maria a Castello, 280 m), Cappella di Paterno (183 m), Monte San Michele (479 m) e Poggio Coviglia (o Monte Iulio, 623 m).

La Storia di Castel San Giorgio
L’attuale territorio comunale era anticamente parte integrante della città di Nuceria Alfaterna. Nella sua antichissima unità territoriale ha visto, nel corso dei secoli momenti di grandissimo interesse storico e sociale. Il territorio si impone all’attenzione della storia perché è stato percorso da vicende belliche che partono dalle imprese di Annibale in Campania. Quest’ultimo, comandante dell’esercito di Cartagine in lotta con Roma nelle Guerre puniche, attraversò la “Montagna Spaccata” (da allora ridenominato “Passo dell’Orco”, dal soprannome che fu affibiato al sanguinoso Annibale) con i suoi soldati e coi suoi elefanti, e si riposò brevemente nella zona di Campomanfoli, attuale frazione di Castel San Giorgio, prima di mettere a ferro e fuoco Nuceria Alfaterna. Castel San Giorgio ha vissuto in maniera brillante il periodo romano (grazie alla riconoscenza del Senato romano per aver tentato stoicamente di arrestare Annibale),il medioevo,ed il rinascimento. La Chiesa di San Salvatore, di Santa Barbara, il Castello, Santa Maria a Castello e tutta una serie di edifici antichi, provano lo splendore culturale e la storia di Castel San Giorgio. Dal 1641 fu feudo della famiglia Sarnelli (in cui era confluita l’altra casata dei Prignano in quanto estintasi). Si ricorda la figura del Barone Girolamo intimo amico dell’allora viceré Cardinale Antonio Zapata e convinto sostenitore della indipendenza del Reame di Napoli dalle potenze europee del tempo e grazie anche al suo fare si riusci nel 1734 ad ottenere la sognata indipendenza con Carlo III. L’ultima intestazione di tale feudo risale al 9 settembre 1771 in persona del barone Antonio Sarnelli. Oggigiorno la famiglia il cui ultimo discendente il Cav. Girolamo Sarnelli deceduto nel 2000 risiede a Chiaiano.
Castel San Giorgio è stato al centro di ogni avvenimento che ha riguardato il territorio nocerino sarnese, proprio a causa della sua posizione “cerniera” tra l’Agro e l’Irno.
Passato il periodo fascita ed il terribile passaggio dell’esercito nazista, Castel San Giorgio ha affrontato con umiltà il periodo post bellico, ricostruendo ponti,ferrovie,strade e facendo ripartire quell’economia locale basata prodotti agricolo-conservieri e artigianato. Non si può dimenticare infatti che da Castel San Giorgio alla fine dell’Ottocento e alla fine del Secolo partirono non pochi scalpellini (soprattutto di Lanzara) e fabbri che hanno contribuito alla costruzione della diga di Assuan in Egitto.
Questa terra ha avuto dall’ inizio del secolo buoni amministratori, e molti dei suoi figli si sono distinti nella Prima guerra mondiale e nella Seconda guerra, ed anche nella politica nazionale, si pensi a Giovanni Amendola, Calvanese e Conforti. Altre personalità si sono distinte poi come emigranti all’estero, si pensi ai Mariniello negli Stati Uniti d’America.

Eremo di Santa Maria a Castello -L’eremo di Santa Maria a Castello (detto anche Castello DI LANZARA) si trova sulla collina di Sant’Apollinare nella frazione di Trivio-Codola. Si trova in posizione panoramica, dominando l’intero agro nocerino sarnese, con una vista che arriva fino a Pompei e all’Iisola d’Ischia. Si tratta di una fortezza di origine longobarda, all’interno della quase venne costruita una chiesa intorno al 1300. Oggetto di varie contese politico-religiose, la fortezza è passata al demanio dello Stato dopo esser stato lasciata in stato d’abbandono.

Palazzo Conforti ex Sarnelli -Il Palazzo Conforti è una antica residenza nobiliare appartenuta alla famiglia baronale Sarnelli in cui confluì per parentela l’estintasi famiglia Sarno-Prignano, difatti la famiglia Sarnelli aggiunse al proprio stemma quello dei Prignano oggi trasformata in albergo. È circondato da circa tre ettari di parco su tre livelli, e si trova nella zona di Cortedomini.

Villa Calvanese -La Villa Calvanese è situata nella zona pedemontana della frazione di Lanzara. Realizzata da architetti di scuola vanvitelliana, è stata acquistata dal Comune ed è oggi sede culturale. Essa è circondata da un ettaro e mezzo di parco “all’inglese”, ed in passato era frequentata dalla aristocrazia partenopea. Dal 1968 al 1992-93 l’edificio storico ha funto da Scuola media inferiore. Altra caratteristica rilevante è la fontana che si trova all’entrata del parco che fu scoperta per caso o per volere divino perché di fatto fu scavata da alcune galline. Da quel momento le Autorità ordinarono il recupero dell’incantevole scultura dal terreno che la sovrastava da anni.

Galleria Borbonica-La Galleria borbonica è il primo tunnel ferroviario del Regno di Napoli e fu voluto dai Borbone nei pressi della “Montagna spaccata” (o “Passo dell’Orco”) per collegare la via pedemontana nella valle del Sarno con quella di San Severino. Fu inaugurata nel 1861, e si trova nella frazione di Trivio-Codola.

Chiesa del Salvatore-La chiesa del Salvatore nella frazione di Aiello, è menzionata in un documento del 986. Essa è di semplice fattura, chiusa da una corte e posizionata su di una collinetta. Più volte distrutta e sempre ricostuita, conserva una tavola raffigurante la Madonna di Loreto, attribuita all’artista partenopeo Leonardo Castellano e datata al 1588. Vi si tiene la “Festa d’agosto”.

Chiesa di Santa Barbara-La Chiesa di Santa Barbara risale all’XI secolo ed è stata recentemente restaurata. Essa si trova nella frazione di Torello, alle pendici del Monte Lungo. Appartata, è preceduta da una lunga scala, circondata dalle montagne ed affiancata da una vasta radura.

Monastero delle Suore-Il Monastero delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia è l’originaria dimora del faudatario poi trasformata in Convento per volontà del barone de Sanctis nel 1712. Composto da circa 40 stanze, è protetto da elevati muri in pietra che lo circondano. Nella sua storia ha ospitato dapprima religiose provenienti perlopiù dalle famiglie nobili del circondario, prima di essere chiuso dalle anti-cattoliche Leggi di soppressione del 1866. Passò al Demanio prima di essere acquistato da Madre Maria Pia della Croce-Notari che fu fondatrice delle Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia per essere adibito anche e per qualche tempo ad “educandato” per “giovinette di civile condizione”. Nel complesso ha adempiuto all’ufficio religioso anche la Beata Suor Maria della Passione che proprio a Castel San Giorgio ebbe i primi fenomeni mistici. Il Monastero è adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e alla Congrega dell’Immacolata Concezione.

I pendini ed i vicoli-Non solo nel centro storico, Castel San Giorgio è caratterizzata da vicoli, stradine, salite a gradoni (i cosiddetti pendini) abbarbicati fino alla montagna. Particolarmente interessante è il “1° pendino Lombardi”, dominato da un tempietto con un realistico Crocifisso, il quale conduce sino ad una sorta di “cittadella religiosa” formata dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dalla Congrega dell’Immacolata Concezione” e dal “Monastero delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia”. Sempre nel centro storico, sono di rilievo i “Vicoli di Casa Izzo”. Caratteristici vicoli poi si trovano soprattutto nella frazione di Lanzara (“vicolo degli Scalpellini” e “vicolo Setteventi”), ma anche in altre frazioni.

Castello-Il Castello, detto anche Castello di San Giorgio, si trova in vetta alla montagna pietrosa (Montecastello) che ne accoglie i ruderi. Edificato probabilmente intorno al XII secolo, è circondato da tre cinte murarie scandite da torrette quadrangolari d’epoca normanna. Una torre tonda e gli spazi annessi, invece, testimoniano i rifacimenti successivi. Esso “veglia” sul Monastero delle suore e su quella sorta di “cittadella religiosa” che concerne il centro storico sangiorgese, anche se il Castello è raggiungibile con minori difficoltà dalla frazione di Torello mediante Via Cupa delle Selve, un antico sentiero.

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Notte in Parigi

Posted by Alex Colao on October 29, 2010

Ciao Marco, Vincenzo e Fatim,

E stato bellisimo come ci abbiamo incontrati e questo e un ricordo della nostra avventura insieme la notte del 10/19/10 a Parigi insieme con la nostra guida turistica!!! L’Occhio sta un po meglio!!

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Saluti dallo Zio del’America

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Suore Crocifisse Adoratrici

Posted by Alex Colao on October 22, 2010

Il Monastero delle Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia è l’originaria dimora del faudatario poi trasformata in Convento per volontà del barone de Sanctis nel 1712. Composto da circa 40 stanze, è protetto da elevati muri in pietra che lo circondano. Nella sua storia ha ospitato dapprima religiose provenienti perlopiù dalle famiglie nobili del circondario, prima di essere chiuso dalle anti-cattoliche Leggi di soppressione del 1866. Passò al Demanio prima di essere acquistato da Madre Maria Pia della Croce-Notari che fu fondatrice delle Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia per essere adibito anche e per qualche tempo ad “educandato” per “giovinette di civile condizione”. Nel complesso ha adempiuto all’ufficio religioso anche la Beata Suor Maria della Passione che proprio a Castel San Giorgio ebbe i primi fenomeni mistici. Il Monastero è adiacente alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie e alla Congrega dell’Immacolata Concezione.  Download English PDF

Below are my photos of the time spent with the Sisters Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia on my last visit to Castel San Giorgio. Their dedication is an inspiration to me and I miss them already. Thank you and God Bless You,  L’Americano

See all the Photos (Vedi le Fotos)

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Madonna del Granato

Posted by Alex Colao on October 22, 2010

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Alla Madonna del Granato – Madre di Dio e Madre nostra, Vergine benedetta, Regina dei Santi, a te io mi rivolgo e ti invoco: Madre di Grazia, Madonna del Granato!
Ottienimi dal tuo dolce figlio che sorreggi con il tuo dolce braccio tutte quelle grazie misticamente significate dalla melograna che mostri dischiusa.
Più di tutto donami quel Figlio tuo divino: Vera grazia del Padre, Suo amore gratuito! Amore vero, unico, inatteso, immenso: unica nostra salvezza, frutto bellissimo del tuo seno. Fa che io possa schiudermi all’amore di Dio e mostrare i frutti della grazia in me.
Donami la dolcezza del tratto, la semplicità di vita, la forza nel dolore, la gioia del vivere e del donarmi. Fa’ che ogni mamma sappia accogliere in sé la vita nascente e che il suo cuore sappia battere d’amore per ogni sua creatura!
Dona alla tua Chiesa, a questa nostra Chiesa tante vocazoni al sacerdozio e alla vita consacrata. Dona sacerdoti santi che sappiano amare ogni loro fratello come li ama il tuo diletto figlio. Amen.
† Giuseppe Rocco Favale
Vescovo di Vallo della Lucania

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sul Monte Calpazio
e dell’Eremo dei Padri Carmelitani
tel 0828723611 – email madonnadelgranato@libero.it
84047 Capaccio Vecchio (SA)

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